e poi il supertelegattone. eddai. si deve ricordare Paul Newman. quantomeno per "gli occhi di un BLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLU".
di Paul Newman, appunto.
riguardo le sue doti di attore, che dire, non era malaccio, film carucci, paragonabile un po' al Kevin Costner dei giorni nostri, mi permetto di dire. con parti da bel fascinoso ma quasi sempre equilibrato. non da cazzone, per spiegarmi meglio.
Bene, fine della celebrazione. Ciao Paul.
passiamo a me.
io, invece, non verrò ricordata per un cazzo di niente.
so' costatazioni queste, non vittimismo, eh.
l'essere umano dovrebbe campare con l'intento di fare qualcosa nella vita per essere ricordato.
si, vabbè, non nel male, chepppalle, è logico.
ad esempio l'altra sera guardavo quel cesso di programma che è Voyager, sì, quel cesso di programma che si spaccia per documentario, no? e c'era un servizio sul mistero della morte di Mozart. Mozart è morto non si sa bene come. e fin qui. è stato sepolto in una fossa comune. e fin qui. nonostante tutto è rimasto Mozart. uno dei giorni nostri. è uno attualissimo, porco giuda. no, è che davvero uno non si sofferma mai su certe cose ma la sua musica è di un divertimento pazzesco (detto da una che tra le sue opere tutte preferisce il Requiem è esilarante) e chi si limita a classificarla classica (mhsè, vabè, CLASSICAFICARLA, mo') non capisce una mazza.
Mozart prescinde ancora da tempi e mode.
Mozart è qualcuno.
piace pure ai gatti.
prendiamo il film "Un sogno per domani". tristisssssimo. se l'avete visto bene, altrimenti ciccia. però è più o meno quello che intendo quando dico farsi ricordare per qualche cosa. una cosa che più che spiccare perché tale si distingue per la direzione che prende. anzi, chissà s'è un neologismo (non credo, di sicuro qualche sociologo se l'è già inventato, sono esperti i sociologi a struppiare le parole, a deformarle e appiccicarle tra loro per rendere il concetto ancora più sintetico, secco, liofilizzato, quasi), ché c'è di più di un banale percorso da imboccare, chissà se dir-azione rende l'idea.
se ne parlava sere fa col mio amore (e dico il mio amore non così, nel senso amoregnègnè e basta, dico amore ilmiocomplicatissimoesemplicissimoallostessotempoamore, è amore mio, quell'amore innato che c'ho dentro da una vita ma che oggi si rimescola e si ravviva vicino a lui in milioni di forme inimimmaginabili), di ciò che davvero bisogna mettere come puntino looontano da raggiungere perché un domani si possa essere ricordati.
aprire i cuori. come massima aspirazione dell'esistenza.
e poi l'apoteosi.
combattere, fare casino, confrontarsi tutta la vita affinché qualcun altro, non tu, addirittura qualcun altro possa essere ricordato perché secondo te lo merita.
è sufficiente un passo, un azzardo, una parola detta in più e i cuori esplodono, tanto che al momento è dolore grande, un dolore che straripa e allaga gli spazi di chi fino ad allora s'era trincerato, e non ce n'è di rimedi a questa furia che mentre devasta allostessotempoamore purifica.
dir-azione. è perfetta. per te. in questo momento.
e se davvero non esiste ancora, te la regalo. è tua. tieni.