domenica, settembre 28, 2008

vediamo. iniziamo dal fatto che ieri sera c'era "la stangata" in tv, film storico, con due fichi storici uno dei quali è purtroppo morto (cioè, purtroppo, diciamo che è campato veramente tanto e che quindi ci sta che uno muore. pure s'è famoso, dico). è che mi sento di salutarlo, che ne so, fosse solo perché quando ero piccola mia sorella ogni volta che lo vedeva comparire in tv, qualsiasi cosa stesse facendo la interrompeva con un "mamma mia quant'è bono". puntualmente non capivo mai il perché. come fa una bambina di quattro-cinque anni a capire il senso di dire a uno bono o meno? se il soggetto di cui si parla non è Actarus, intendo dire (su quello lì sono stata precocissima, esistono aneddoti che non posso raccontare per la vergogna).
e poi il supertelegattone. eddai. si deve ricordare Paul Newman. quantomeno per "gli occhi di un BLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLUBBLU". 
di Paul Newman, appunto. 
riguardo le sue doti di attore, che dire, non era malaccio, film carucci, paragonabile un po' al Kevin Costner dei giorni nostri, mi permetto di dire. con parti da bel fascinoso ma quasi sempre equilibrato. non da cazzone, per spiegarmi meglio. 
Bene, fine della celebrazione. Ciao Paul.

passiamo a me. 
io, invece, non verrò ricordata per un cazzo di niente.
so' costatazioni queste, non vittimismo, eh. 
l'essere umano dovrebbe campare con l'intento di fare qualcosa nella vita per essere ricordato. 
si, vabbè, non nel male, chepppalle, è logico. 
ad esempio l'altra sera guardavo quel cesso di programma che è Voyager, sì, quel cesso di programma che si spaccia per documentario, no? e c'era un servizio sul mistero della morte di Mozart. Mozart è morto non si sa bene come. e fin qui. è stato sepolto in una fossa comune. e fin qui. nonostante tutto è rimasto Mozart. uno dei giorni nostri. è uno attualissimo, porco giuda. no, è che davvero uno non si sofferma mai su certe cose ma la sua musica è di un divertimento pazzesco (detto da una che tra le sue opere tutte preferisce il Requiem è esilarante) e chi si limita a classificarla classica (mhsè, vabè, CLASSICAFICARLA, mo') non capisce una mazza. 
Mozart prescinde ancora da tempi e mode. 
Mozart è qualcuno. 
piace pure ai gatti.

prendiamo il film "Un sogno per domani". tristisssssimo. se l'avete visto bene, altrimenti ciccia. però è più o meno quello che intendo quando dico farsi ricordare per qualche cosa. una cosa che più che spiccare perché tale si distingue per la direzione che prende. anzi, chissà s'è un neologismo (non credo, di sicuro qualche sociologo se l'è già inventato, sono esperti i sociologi a struppiare le parole, a deformarle e appiccicarle tra loro per rendere il concetto ancora più sintetico, secco, liofilizzato, quasi), ché c'è di più di un banale percorso da imboccare, chissà se dir-azione rende l'idea. 
se ne parlava sere fa col mio amore (e dico il mio amore non così, nel senso amoregnègnè e basta, dico amore ilmiocomplicatissimoesemplicissimoallostessotempoamore, è amore mio, quell'amore innato che c'ho dentro da una vita ma che oggi si rimescola e si ravviva vicino a lui in milioni di forme inimimmaginabili), di ciò che davvero bisogna mettere come puntino looontano da raggiungere perché un domani si possa essere ricordati. 
aprire i cuori. come massima aspirazione dell'esistenza. 
e poi l'apoteosi. 
combattere, fare casino, confrontarsi tutta la vita affinché qualcun altro, non tu, addirittura qualcun altro possa essere ricordato perché secondo te lo merita. 
è sufficiente un passo, un azzardo, una parola detta in più e i cuori esplodono, tanto che al momento è dolore grande, un dolore che straripa e allaga gli spazi di chi fino ad allora s'era trincerato, e non ce n'è di rimedi a questa furia che mentre devasta allostessotempoamore purifica. 
dir-azione. è perfetta. per te. in questo momento. 
e se davvero non esiste ancora, te la regalo. è tua. tieni. 

lunedì, settembre 08, 2008

tornata.
ero uscita un attimo da me, niente di grave, pure se ci ho messo un pochino a rientrare.
a nessuno ho augurato buone vacanze.
però spero che come me siate stati così bene da pensare che se foste morti in quel momento sarebbe stato il modo migliore.
usando il mio metro, eh.
ché sono conosciuta come 
GRANDISSIMA PAUROSA DI MORTE.