L'albero si è acceso ed ha iniziato a risplendere nel buio di questa notte. e' abitato da rossi pupazzetti di legno e termina con un puntale semplice ma fiero di sé. con codice tutto suo dialoga con quelli delle finestre di fronte, forse è un po' deriso, chi lo sa, forse è invidiato, che importa. anche la musica è arrivata, sempre stanotte, si è costruita il suo spazio, si è districata tra miliardi di fili, ha dato un significato ad ognuno di loro, si è scomposta passandoci velocissimamente attraverso ed è fuoriuscita riaccorpandosi nelle sue parti fino a formare una grossa palla di suono sospesa, a mezz'aria, nel centro esatto della stanza. un natale d'impatto. coi bassi che pompano al posto del cuore, facciamolo un po' riposare questo cuore. facciamo che se batte è solo perché scosso dallo stumpa-stumpa di potenti vibrazioni. e quest'anno "good vibrations a te", invece del solito "auguri di buone feste", mi raccomando.
quest'anno vi auguro di essere felicemente liberi. quest'anno, vi auguro un natale di autentiche e consapevoli azioni e privo di vincoli mentali. un natale che con coraggio si spoglia di sovrastrutture e condizionamenti per poi addobbarsi di leggerezza ed imprevedibilità, un natale funzionante grazie a meccanismi non complessi e dove il tempo corrisponde al "qui ed ora".
vi auguro un natale libero dal controllo, dal monitoraggio o dallo svisceramento continuo e costante delle emozioni, vi auguro perciò un natale che v'insegni ad assorbirle piacevolmente in silenzio. vi auguro di imparare a conoscere le proprietà transitive dell'amore e di capire che questo liberamente passa dall'uno all'altro senza alcuna tragica regola se non quella di una meravigliosa, democratica circolarità che consente a chiunque di non rimanerne mai senza.
fate così: quest'anno esercitate la libertà nel senso che vi auguro e soprattutto riconoscetela agli altri.
a voi, con amore. ma quello lì.
venerdì, dicembre 21, 2007
giovedì, dicembre 13, 2007
oh. meno male. è che se scrivo vuol dire che sto un po' meglio. giusto un po', eh. ma è un inizio. ieri e l'altro ieri in preda al delirio immaginavo scenari apocalittici tipo ambulanze, consulti tra medici, sale operatorie e insomma. invece è bastata la croce rossa. è che io questa cosa ce l'ho congenita, ci sono nata, poi si è manifestata che ero grande e ogni tanto mi viene a trovare. mi viene a trovare quando mi trascuro o tiro troppo la corda, mi strapazzo, come dice mia mamma. io dico quando stress psichico e fisico fanno fifty-fifty. ci sta. c'avete ragione. se non mi fermo io mi fermate voi. non fa una piega. ecco perché mi sono rassegnata all'immobilità, è tremendo eh, perché è giusto, mi sono mossa troppo prima. mi volevo sbrigare a sistemare la casa, per renderla più mia velocemente ed avere il tempo così di dedicarmi ad altre questioni. non posso fare nulla, l'indispensabile tipo alzarsi a prendere l'acqua o rispondere al telefono. e siccome è una patologia bastarda, non devo illudermi al primo barlume di benessere. o assenza di dolore, che rende di più. due giorni interi con un coltello piantato nella parte alta della coscia ti manda fuori di testa. per cui appena le fitte diminuiscono ti sembra già di essere in paradiso. guarda adesso. scrivo e sono in paradiso. fino alle 16 e 30. l'orario del terrore. la prova del nove. se a quell'ora senti poco o niente, la stai debellando. se s'incazza come al solito, c'è ancora da lavorarci su. la prendo così. aspetto sul divano che decida di andarsene, che si fidi di me quando le prometto che mi tratterò bene. sono anni che ci conosciamo, che nel momento di crisi più forte mi costringe ad uscire e ad elemosinare farmaci che non possono essere rilasciati senza ricetta. a Milano sono più rigidi. a Bologna, per esempio, qualche farmacista si convinse della perfetta conoscenza che ho sul caso. quello che è successo ieri alla croce rossa. due parole in gergo tecnico unite alla sofferenza sul viso e avevo la ricetta in mano. sempre meglio che fare file allucinanti in pronto soccorso. non lo sapevo di questo servizio che faceva la croce rossa. mi ha salvato dal ricovero, credo. comunque. adesso sto in fase di auto coccola, abbraccio il cuscino più morbido del mondo, guardo programmi di cui manco ricordavo l'esistenza, e attorno a me ignoro totalmente scatole, sporte, bustoni del trasloco. faccio la buona, faccio la buona ma tu lascia che possa tornare in piedi. poi vado piano, piano, ho capito adesso, vado piano, promesso. e fumo di meno. va bene. però sbrigati che al super finiscono gli alberi di Natale della misura che voglio io. e dopo?
19/12/2007
ore 03:00
(appena avrò comperato questo benedetto albero di Natale torno e scrivo, eh.
énnonè possibile.
SANTISSIMA MARIA DEL CAMMINO.
e illuminami 'sta strada, no?
siamo sotto le feste? me ce vòi mette un po' de luminarie almeno?
o solo colpi all'improvviso e voli giù dalle scale, mi vuoi mandare?
datte 'na calmata.
vai a passeggià tipo da un'altra parte, macché ne so'.
écchéddiamine.)
domenica, dicembre 09, 2007
questo è un post profondo.
prego, non sporgersi troppo.
se caschi di sotto dopo non ti lamentare.
non ti impanicare se poi devi restare laggiù per sempre.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so come ti senti.
pure io ho paura quando non mi sento.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so che non basta che ti sentano gli altri.
che vuoi sentirti tu prima di tutto.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
che allora prendi la rincorsa per sbattere più forte.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
ciò che ti aspetta è già andato via.
lo so.
lo so.
lo so.
chi se ne importa o meglio così.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
che tanto il mondo avrà una grande anima.
prego, non sporgersi troppo.
se caschi di sotto dopo non ti lamentare.
non ti impanicare se poi devi restare laggiù per sempre.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so come ti senti.
pure io ho paura quando non mi sento.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so che non basta che ti sentano gli altri.
che vuoi sentirti tu prima di tutto.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
che allora prendi la rincorsa per sbattere più forte.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
ciò che ti aspetta è già andato via.
lo so.
lo so.
lo so.
chi se ne importa o meglio così.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
lo so.
che tanto il mondo avrà una grande anima.
martedì, dicembre 04, 2007
a CASA di forza maggiore
dlidlòdlidlidlòdlidlòòòòòòò!!!! (è il citòfeno della mia nuova casa. suona senza la "n" e quindi è più veloce di tutti gli altri, e di notte è tutto illuminato avvérde extraterrestre più di tutti). SCLACK! (è lo scatto del portone quando si apre, uno SCLACK secco e deciso, tipo uno SCLACK di un portone che si apre, appunto). Attraversare cortile, salire una rampa, due rampe, tre rampe (e pensare ch' è un primo piano). Prendere la RINGHIERA a sinistra e percorrerla fino in fondo. Prima porta, di quelle de 'navòrda a sinistra. SLATT, slatt, slatt, slatt, slatt, slatt (oh, so' sette mandate sopra e cinque sotto, che vi devo dire) slatt, slatt, slatt, slatt, slatt, slatt. Fanno SLATT, i dodici giramenti di chiave (in sintonia con quelli di balle verso il nono-decimo). Ohhh, s'è aperta! Ohhhh, c'è n'altra porta interna a due ante coi vetri (quella de 'navòrda pure questa)! Ci passi? Ci passo. No, dai sblocco l'altra che non ci passi. Ci passoooo. Noooooooo, ecco, fatto, adesso ci passi. Vedi? [Lìììììììs] E' tropp silenzios. Primo frigorifero silenzioso incrociato per la via da quando prendo in affitto case. Vedi subito il frigo perché c'è il frigo, più o meno, appena entri. che vuoi? l'acqua? la coca cola in bottiglietta di vetro ch'è la più buonalmondo? La birra? No, ma questa birra non ti piace, te lo dico io, non ti piacerebbe, lascia sta', dai, su...AH. E' sgasata, dici?
con quei tappini lì? EhhhSSESSI rischia, non puoi capi'...
Ma cavolo che beeeeeeellle pareti. mache beeeeeel pareti viola e rosse SPATOLETTATE talmente così SPATOLETTATE che ancora prima de vedélle le sento, le SPATOLETTATE SU LI MURI...
SHIUO, SHIUO, SHIUO, SHIUO è amico scaldabagno (o scaldaboiler per gli amici, per il suo rumorino SHIUO, SHIUO (sur)riscaldaballe) ma pure questa, soluzione termoidrica, è de 'navòrda, è così, de 'navòrda, che vogliamo fa', s'empiccàmo? Noooo, io so' povera, io m'adatto, io mi reinvento, io mi arrangio come meglio credoposso e cioè come meglio credoposso. Béccate quest'allo'. C'ho lo lavandino coi due rubinetti calda-fredda. si ma co' due cannelle. una de qua e una dellà. come 'navòrda. infatti. NON E' D'OTTONE, NO. Si, si può fare d'ottone, è vero, è trendy e quindi si faranno d'ottone, appena so' ricca. La cucin'è sbiéCola, tutta storta. tutt'anfrattata e piena di tubbiacquaelettrici tutt'intrecciatimàànnòrma sottìil lavabo che quello invece è d'acciaio finox. ti ci casca una forchetta e s'ammacca. Infatti que' non è de 'navòrda. quindi le cose di questo genere vordì che n'avòrda le faceveno mejo dato ch'oggi le cose de ieri ce le ritrovàmo ancora oggi mentre quelle di oggi fino a domani nonsisa, nonèdetto.
UUUUUUU , macheeeee eeee''', ma che èèèèèèèèè?? Ma che uofforobotto, questun letto è- Guarda il capolavoro dei giappocinesi. Chetti fanno i giappocinesi, oh. un cappo lavoro. con duetrecinquesette, dodici, diciassette assi di legno incrocia diqqua fissa dillà, gnnècca gnécca, col cavolo che l'hai fissato da 'sta parte, vabbè tanto nun casca. futongiappocinesesospeso nell'aere con tanto di cuscino futonino pure lui. pare che faccia bene alla cervicale. dicono, eh. io non ce l'ho, non ne soffro, non lo so, magari si. magari no. ma tanto io dormo dappertutto. ma altIIIISSIIMAAA, a due metri eppiù. mica di quelli dìikea che ti puoi passare una bottiglia d'acqua da soprassotto allungando il braccio. QUI DEVI CALARE DI SOTTO SENZA PIETA' se ti scordi qualcosa: cioè tuttosempre ogni santa sera che iddio comanda. Devi spegnere la luce? E la luce. La luce. la luce lassù, lassù la luce, lassùluce, lucelassù...NONGE' PROBBLEMA, LA SOLUZIONE NOI CE L'ABBIAMO...no, no è di usare il display del cellulare a mo' di torcia né di scattarci ogni notte foto improbabili al tuo ginocchio o ad un pezzo di coperta o chissà o chissà. La soluzione è dentro una busta sigillata con il piombo fuso, firmata quattro volte col sangue e bunkerizzata in una cassetta di sicurezza accessibile tramite scanner ottico, nei sotterranei del BRICO. il sangue non lo so di chi è, mmio no. Bèèèèh, comunque allora ho i giappofilippini che adesso mi stanno crepando il bagno, devon cambiare il tubb lung che va da quelli di sopra. dicon che a mezzoggiorno hanno finito ma secondo me fino a domani non potrò fare pipì. questo perché il giappofilippino-muratore è lo stesso che doveva aggiustarmi la tapparella. Quando l'ho visto stamattina io ho tirato una bestemmia tramémmé, lui ha abbassato gli occhi per la vergongna, e te credo, l'ultima vòrda mi ha smontato tutto, cinghia, cassonetto, molle varie e poi mi ha detto "signò, non pozzo finile lavolo ché mi manca questo chiodo qui e devo chiedele signor Boris se ha un altro. Tolno domani cinque e mezza.". Questo una settimana fa, portandosi via chiodo impoltantissimo. Stamattina mi ricompale in veste di mulatole, penzatù che puo' succedele.
Non si può vietare ai giappofilippini di fare lavori di carpenteria e robe varie? Il giappofilippino è delicato, davvero, non è portato per la mazza e il muro o per pala e cazzuola o per cinghie e tapparelle. Qualcuno glielo deve pur dire aqquesti quando arrivano in Italia. Foltunatamente idraulici italiani, almeno se scazzano li manniaffanculo senza risultare razzi. BBBaffarinculo, che cazzo hai fatto? Miiii, polvere ovunque, porca puttana. No, il problema non sono i rumori che fanno tremare casa o la voglia di fumare una sigaretta a quest'ora pure se hai la bronchite. Il problema non c'è. Sto facendo l'assistente morale della V. che ha tradito il suo uomo e ovviamente ha i sensi di colpa che se la portano via. BRUCERAI TRA LE FIAMME DELL'INFERNO, amica mia. dove sta il problema? Ho già detto prima che non c'è, scema. I sensi di colpa sono una brutta bestia. ma non sei tu che devi aiutarlo. ci sono gli amici apposta per questo. tu sei uscita dalla sua vita appena ti sei innamorata di un altro. e punto.
Aridi, aridi, bisogna essere aridissimi e sbattersene le palle di ferite che non sono tue. la gente deve sentire il dolore e imparare a sopravvivere, in particolare gli uomini. Ci sono uomini, guarda il tuo, che non hanno mai pianto perché fin da piccoli la mamma al primo 'nguè se li appiccicava alla tetta. Conseguenza diretta della ripetizione compulsiva di questo ancestrale gesto è la mancata crescita di palle. Togli il ciuccio e si suicidano. O ammazzano le donne. Piangere, piangere, disperazione, singhiozzi, convulsioni, sputare sangue, altroché. Vedi come sta meglio dopo. E tu gli stai solamente insegnando come si fa a rimanere in piedi e a respirare lontano dal tuo corpo , niente di più niente di meno, non sei tutù a mancargli ma il tuo corpo. E non è che se dico corpo dico sesso, dico attaccamento malato. Che è il risultato di quella pulsione istintuale soddisfatta e placata ogni benedetta volta dalla madre prima di te.
E tu brava, tu l'hai fatto piangere, finalmente.
Passiamo a quello di adesso. E le palle ce le ha?
No, perché o ce le ha o non ce le ha. E' una vita che te lo ripeto.
Ma è vero. Che t'addomando. Lo scoprirai quando tradirai pure aqquesto.
Il massimo dell'ablilità acquisita sarà capirlo saltando tale passaggio ed evitare così un'estenuante perdita di tempo.
Comuque, V., ti dicevo, mo' tu vedi, ché voglio dire, Aragorn è Aragorn, non so se è il caso di sognare proprio in questa direzione...anche se.
Se vuoi ti presento l'idraulico più gentile del mondo che mi ha pulito TUTTO prima di andarsene. Ché questo si, che ha capito come funziona.
con quei tappini lì? EhhhSSESSI rischia, non puoi capi'...
Ma cavolo che beeeeeeellle pareti. mache beeeeeel pareti viola e rosse SPATOLETTATE talmente così SPATOLETTATE che ancora prima de vedélle le sento, le SPATOLETTATE SU LI MURI...
SHIUO, SHIUO, SHIUO, SHIUO è amico scaldabagno (o scaldaboiler per gli amici, per il suo rumorino SHIUO, SHIUO (sur)riscaldaballe) ma pure questa, soluzione termoidrica, è de 'navòrda, è così, de 'navòrda, che vogliamo fa', s'empiccàmo? Noooo, io so' povera, io m'adatto, io mi reinvento, io mi arrangio come meglio credoposso e cioè come meglio credoposso. Béccate quest'allo'. C'ho lo lavandino coi due rubinetti calda-fredda. si ma co' due cannelle. una de qua e una dellà. come 'navòrda. infatti. NON E' D'OTTONE, NO. Si, si può fare d'ottone, è vero, è trendy e quindi si faranno d'ottone, appena so' ricca. La cucin'è sbiéCola, tutta storta. tutt'anfrattata e piena di tubbiacquaelettrici tutt'intrecciatimàànnòrma sottìil lavabo che quello invece è d'acciaio finox. ti ci casca una forchetta e s'ammacca. Infatti que' non è de 'navòrda. quindi le cose di questo genere vordì che n'avòrda le faceveno mejo dato ch'oggi le cose de ieri ce le ritrovàmo ancora oggi mentre quelle di oggi fino a domani nonsisa, nonèdetto.
UUUUUUU , macheeeee eeee''', ma che èèèèèèèèè?? Ma che uofforobotto, questun letto è- Guarda il capolavoro dei giappocinesi. Chetti fanno i giappocinesi, oh. un cappo lavoro. con duetrecinquesette, dodici, diciassette assi di legno incrocia diqqua fissa dillà, gnnècca gnécca, col cavolo che l'hai fissato da 'sta parte, vabbè tanto nun casca. futongiappocinesesospeso nell'aere con tanto di cuscino futonino pure lui. pare che faccia bene alla cervicale. dicono, eh. io non ce l'ho, non ne soffro, non lo so, magari si. magari no. ma tanto io dormo dappertutto. ma altIIIISSIIMAAA, a due metri eppiù. mica di quelli dìikea che ti puoi passare una bottiglia d'acqua da soprassotto allungando il braccio. QUI DEVI CALARE DI SOTTO SENZA PIETA' se ti scordi qualcosa: cioè tuttosempre ogni santa sera che iddio comanda. Devi spegnere la luce? E la luce. La luce. la luce lassù, lassù la luce, lassùluce, lucelassù...NONGE' PROBBLEMA, LA SOLUZIONE NOI CE L'ABBIAMO...no, no è di usare il display del cellulare a mo' di torcia né di scattarci ogni notte foto improbabili al tuo ginocchio o ad un pezzo di coperta o chissà o chissà. La soluzione è dentro una busta sigillata con il piombo fuso, firmata quattro volte col sangue e bunkerizzata in una cassetta di sicurezza accessibile tramite scanner ottico, nei sotterranei del BRICO. il sangue non lo so di chi è, mmio no. Bèèèèh, comunque allora ho i giappofilippini che adesso mi stanno crepando il bagno, devon cambiare il tubb lung che va da quelli di sopra. dicon che a mezzoggiorno hanno finito ma secondo me fino a domani non potrò fare pipì. questo perché il giappofilippino-muratore è lo stesso che doveva aggiustarmi la tapparella. Quando l'ho visto stamattina io ho tirato una bestemmia tramémmé, lui ha abbassato gli occhi per la vergongna, e te credo, l'ultima vòrda mi ha smontato tutto, cinghia, cassonetto, molle varie e poi mi ha detto "signò, non pozzo finile lavolo ché mi manca questo chiodo qui e devo chiedele signor Boris se ha un altro. Tolno domani cinque e mezza.". Questo una settimana fa, portandosi via chiodo impoltantissimo. Stamattina mi ricompale in veste di mulatole, penzatù che puo' succedele.
Non si può vietare ai giappofilippini di fare lavori di carpenteria e robe varie? Il giappofilippino è delicato, davvero, non è portato per la mazza e il muro o per pala e cazzuola o per cinghie e tapparelle. Qualcuno glielo deve pur dire aqquesti quando arrivano in Italia. Foltunatamente idraulici italiani, almeno se scazzano li manniaffanculo senza risultare razzi. BBBaffarinculo, che cazzo hai fatto? Miiii, polvere ovunque, porca puttana. No, il problema non sono i rumori che fanno tremare casa o la voglia di fumare una sigaretta a quest'ora pure se hai la bronchite. Il problema non c'è. Sto facendo l'assistente morale della V. che ha tradito il suo uomo e ovviamente ha i sensi di colpa che se la portano via. BRUCERAI TRA LE FIAMME DELL'INFERNO, amica mia. dove sta il problema? Ho già detto prima che non c'è, scema. I sensi di colpa sono una brutta bestia. ma non sei tu che devi aiutarlo. ci sono gli amici apposta per questo. tu sei uscita dalla sua vita appena ti sei innamorata di un altro. e punto.
Aridi, aridi, bisogna essere aridissimi e sbattersene le palle di ferite che non sono tue. la gente deve sentire il dolore e imparare a sopravvivere, in particolare gli uomini. Ci sono uomini, guarda il tuo, che non hanno mai pianto perché fin da piccoli la mamma al primo 'nguè se li appiccicava alla tetta. Conseguenza diretta della ripetizione compulsiva di questo ancestrale gesto è la mancata crescita di palle. Togli il ciuccio e si suicidano. O ammazzano le donne. Piangere, piangere, disperazione, singhiozzi, convulsioni, sputare sangue, altroché. Vedi come sta meglio dopo. E tu gli stai solamente insegnando come si fa a rimanere in piedi e a respirare lontano dal tuo corpo , niente di più niente di meno, non sei tutù a mancargli ma il tuo corpo. E non è che se dico corpo dico sesso, dico attaccamento malato. Che è il risultato di quella pulsione istintuale soddisfatta e placata ogni benedetta volta dalla madre prima di te.
E tu brava, tu l'hai fatto piangere, finalmente.
Passiamo a quello di adesso. E le palle ce le ha?
No, perché o ce le ha o non ce le ha. E' una vita che te lo ripeto.
Ma è vero. Che t'addomando. Lo scoprirai quando tradirai pure aqquesto.
Il massimo dell'ablilità acquisita sarà capirlo saltando tale passaggio ed evitare così un'estenuante perdita di tempo.
Comuque, V., ti dicevo, mo' tu vedi, ché voglio dire, Aragorn è Aragorn, non so se è il caso di sognare proprio in questa direzione...anche se.
Se vuoi ti presento l'idraulico più gentile del mondo che mi ha pulito TUTTO prima di andarsene. Ché questo si, che ha capito come funziona.
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