venerdì, novembre 30, 2007

ho preso tutti i miei perché e li ho liberati, li ho dissequestrati e lasciati uscire a sentire il freddo secco che c'è fuori, così, per consentire loro di scegliere se fuggire definitivamente o tornare alla solita prigione che è pur sempre una sicurezza. dovessero decidere per la prima sarei contenta, è giusto che anch'essi abbiano l'opportunità di trasformarsi a contatto con un ambiente nuovo. forse più in là si ripresenteranno più maturi, sotto altro aspetto, magari in mano una valigetta con dentro una serie di piccole risposte da propormi. tuttavia se così non fosse, fa nulla, li riaccolgo volentieri, ci sono affezionata in fin dei conti, li conosco così bene che quando li vedo tutti assieme mi viene da sorridere, siete uno la spiegazione dell'altro, già, che scema, vi unisce un filo spesso e resistente fatto di coerenza, perciò tanto di rispetto, perciò anche il solo sapere che dietro questo insieme si cela, sebbene sconosciuta, un'unica, grande risposta mi basta e mi appaga. da ciò deduco che non sono io una sicurezza per voi ma voi una sicurezza per me, da ciò capisco che sono innamorata di ogni singolo momento della mia vita così come viene e da ciò, automaticamente, voi perché non avete più ragione di esistere.
ho preso tutti i miei perché e li ho liberati...

martedì, novembre 20, 2007

c'ho un sonno da tenere a bada che ve lo raccomando, santa madonna.
per l'ennesima volta racconto a pappardella tutta la mia carriera lavorativa all'ennesimo deficiente di turno.
le stesse parole, le stesse, le stesse considerazioni, le stesse domande.
le sue aspirazioni? ecco, sei un deficiente, cazzo chiedi, imbecille, se sto qua la mia prima aspirazione è che tu mi dia un fottuto lavoro, non te ne frega un emerito cazzo delle mie aspirazioni, cosa sono queste ipocrite domande, quand'anche ti dicessi che voglio diventare amministratore delegato di una multinazionale che fattura sulla pelle di poveri disgraziati, tu che cazzo mi diresti, coglione, che c'è un posto tutto per me pronto che mi aspetta? sai soltanto dirmi che mi richiamerai solo se il mio profilo sarà idoneo al ruolo per cui mi sono candidata ma non me lo dici subito anche se è così, no, perché devi lasciare la gente in ammollo tanto per, razza di cretino, e fai pure lo spiritoso dicendo che se non ti farai sentire è perché no, non sono idonea, ma va?, davvero?, e hai pure preso una laurea per fare questo mestiere? ma complimenti, mi spertico, ne sapete a pacchi di risorse umane qui dentro. sanno soltanto vestirti da damerino di questa minchia, giacca cravatta, scarpe lucide ma poi di ciò che ti dico non te ne frega un cazzo, idiota. rimani al calduccio della moquette del tuo ufficietto ché io devo correre a comprare un'aspirapolvere, appunto, sai, per quella storia delle aspirazioni. e comunque hai le orecchie a sventola e una faccia da montone bollito, se lo vuoi sapere, e i tuoi occhi sono spenti come quelli di un pesce che da tre giorni sta su un banco del mercato coperto ad aspettare di essere comprato. ma non sai che la tua fine è dentro un bidone puzzolente, il tuo destino è di marcire al punto che manco un gatto randagio con le costole di fuori ti mangerebbe. già ti vedo, come minimo sei andato a dare un euro a Berlusconi, ti si vede lontano un miglio. ma certo, giovane rampante, questo paese è nelle tue mani, fai bene, potessi tornare indietro farei anche io come te, indosserei il tailleurs, i tacchi a spillo e tirerei su la gonna di fronte al primo uomo potente che ci prova.