Essendo che da oggi fino ai prossimi giorni sarò da sola in tutto il palazzo e per certi versi in tutto l'isolato, stanotte ho pensato bene di sognare che facevo amicizia con uno scassinatore.
Me lo sono ritrovato in casa all'improvviso ed io, senza paura, invece di tirargli addosso tutto il servizio di coltelli, ho iniziato a conversare.
Gli ho chiesto i trucchi del mestiere, come sia possibile che ogni porta, anche la più inespugnabile, possa essere aperta.
E' una questione di ingegno. E di volontà.
Accidenti, ma è una porta blindata, questa.
Ancora più facile, ha insistito.
Era un uomo sulla quarantina e con i denti rovinati, indossava una maglietta blu.
Perfino gentile, alla fine. Con fare serioso, si è seduto sul bordo del letto e mi ha aiutato a capire che vivere in continuo stato di vigilanza non serve a nulla.
L'unica possibilità di non far entrare un malintenzionato dipende soltanto da quanta voglia abbia il malintenzionato di entrare.
Per il resto non puoi fare niente.
Adesso ruberai?
No, non ruberò.
Grazie, sto molto più tranquilla. Almeno questo incubo qui mi si è disattivato.
Scusami, sono tanto stanca, ho bisogno di dormire, devo fare tantissime cose.
Me ne vado, tu dormi.
Va bene. Chiudi la porta, però.
Sorride.
martedì, agosto 28, 2007
venerdì, agosto 24, 2007
stasera mi vengono in mente una serie di cazzate senza senso e senza nessun collegamento tra loro.
e siamo d'accordo. è quasi sempre così ma un pensiero tipo "bisognerebbe rivalutare l'utilizzo dei fiammiferi al posto degli anonimi accendini", bhè, scusatemi, è una cosa che si è insinuata ossessivamente nella mia testa. buono. sono partita. me ne sono andata. gooooodbye.
aspetto con ansia altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a non finireeeeeeee, ammiccamenti e sguardi d'intesa, discorsi sulla STIMA, ahhh, che idillio i discorsi sulla STIMA, EH???
Eh, ma quando c'è la stima c'è tutto...
:) epperciò, si, continuiamo a parlare di stima vi prego.
ma come vino bianco? era vino bianco? si, era vino bianco. col pesce vino bianco, certo.
Vorrei farmi ripetere quella frase là, da Agna, quella frase che le ha detto il suo amico su di me dopo che mi ha conosciuto. mica me la ricordo. e non me la ricordo perché era un complimento.
io i complimenti non li so ricevere. ormai lo sanno tutti. tranne quelli che non mi conoscono. cioè, mi fanno piacere, e poi dipende da chi me li fa, però non riesco mai a sentirli fino in fondo. e non perché non mi piacciano le persone da cui provengono, proprio non me li vedo addosso. penso sempre che siano esagerati. ma questo qua era proprio bello (il complimento, dico:) e allora mi piacerebbe studiarci su per capire perché diavolo li rimuovo. e perché ogni volta che ci provo in genere succede che mi stufo subito e lascio stare.
Mh. come sono finita a parlare di questo?
sono ubriaca. e te pareva. AH. dicevo. aspetto con ansia altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a volontà e discorsi sulla STIMA, sì, ma che vi credete, mica la stima verso noi stessi, la STIMA. La STIMA.
:) che ridere. quando c'è la stima c'è tutto. L'avevo già detto? EH?
no, era per ribadire. che quando c'è LA STIMA c'è tutto.
e se dico, diciamo, dicevamo tutto, vuol dire tutto.
a che altro seve il resto? a un cazzo. appunto.
:) fermatemi vi prego. sto per ricominciare.
aspetto altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a non finireeeeee, e siccome non finisce ci beviamo pure una cedrata Tassoni corretta coll'Aperol, una storia per sdolcinati, quella, mai fatto in vita mia un accostamento del genere, mammamia. però, quando ci si impelaga in discorsi tortuosi ma neppure tanto sulla STIMA, cosa devi fare, continui fino a berti la callaretta della colla, se serve. ché neppure se hai il trigemino che ti manda a quel paese perché è freddo, al mare di notte è freddo, tira l'aria, è umido.
no, io ho caldo.
Route 66, cazzo, questo ne è un altro. è un altro pensiero senza senso che mi arriva così, bene, non so che farci, confutatis maledictis flammis acribus addictis, Requiem di Mozart opera k 626, ecco anche con questo non me ne faccio niente, perfetto, Cecchi Paone va all'isola dei famosi, oh, e questo da dove cazzo arriva?
dico le parolacce sì, ma le dico davvero bene.
come dico io "machecccazzzo dici" non lo sa fare nessuno, anzi sì, Agna, lo diciamo allo stesso modo, identico spiccicato, "machecccazzzo dici", intenso, penetrante che chi se lo sente dire si trasforma in un idiota, poi rinsavisce ed esclama "ridillo un po' ché mi piace troppo come lo dici!", MACHECCCAZZZO DICI, ecco, l'ho ridetto, "è bellissimo", eh, cavolo questo è un complimento, adesso che vuoi che mi rimetta a spiegare le mie fisime sui complimenti? quindi smettiamola e torniamo a parlare del leit motiv della serata che se non s'è capito è LA STIMA.
e no, non è robba di catasto e perizie.
Voglio essere stimata, AHHHHHHHHH, in quel modo lì, patetico, quello che stimola un misero buonsenso, che appiattisce tutto, e no, non è robba di catasto e perizie, è robba di ipocrisia e sete di potere.
ma se uno la sete ce l'ha di vino rosso, ecco perché non funzionano le cose. capito?
vino rosso e stima stanno agli antipodi.
non si accordano, si scordano.
datemi un diàpason.
la. dell'ottava centrale.
e siamo d'accordo. è quasi sempre così ma un pensiero tipo "bisognerebbe rivalutare l'utilizzo dei fiammiferi al posto degli anonimi accendini", bhè, scusatemi, è una cosa che si è insinuata ossessivamente nella mia testa. buono. sono partita. me ne sono andata. gooooodbye.
aspetto con ansia altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a non finireeeeeeee, ammiccamenti e sguardi d'intesa, discorsi sulla STIMA, ahhh, che idillio i discorsi sulla STIMA, EH???
Eh, ma quando c'è la stima c'è tutto...
:) epperciò, si, continuiamo a parlare di stima vi prego.
ma come vino bianco? era vino bianco? si, era vino bianco. col pesce vino bianco, certo.
Vorrei farmi ripetere quella frase là, da Agna, quella frase che le ha detto il suo amico su di me dopo che mi ha conosciuto. mica me la ricordo. e non me la ricordo perché era un complimento.
io i complimenti non li so ricevere. ormai lo sanno tutti. tranne quelli che non mi conoscono. cioè, mi fanno piacere, e poi dipende da chi me li fa, però non riesco mai a sentirli fino in fondo. e non perché non mi piacciano le persone da cui provengono, proprio non me li vedo addosso. penso sempre che siano esagerati. ma questo qua era proprio bello (il complimento, dico:) e allora mi piacerebbe studiarci su per capire perché diavolo li rimuovo. e perché ogni volta che ci provo in genere succede che mi stufo subito e lascio stare.
Mh. come sono finita a parlare di questo?
sono ubriaca. e te pareva. AH. dicevo. aspetto con ansia altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a volontà e discorsi sulla STIMA, sì, ma che vi credete, mica la stima verso noi stessi, la STIMA. La STIMA.
:) che ridere. quando c'è la stima c'è tutto. L'avevo già detto? EH?
no, era per ribadire. che quando c'è LA STIMA c'è tutto.
e se dico, diciamo, dicevamo tutto, vuol dire tutto.
a che altro seve il resto? a un cazzo. appunto.
:) fermatemi vi prego. sto per ricominciare.
aspetto altre serate col vino rosso in mano, chiacchiere a non finireeeeee, e siccome non finisce ci beviamo pure una cedrata Tassoni corretta coll'Aperol, una storia per sdolcinati, quella, mai fatto in vita mia un accostamento del genere, mammamia. però, quando ci si impelaga in discorsi tortuosi ma neppure tanto sulla STIMA, cosa devi fare, continui fino a berti la callaretta della colla, se serve. ché neppure se hai il trigemino che ti manda a quel paese perché è freddo, al mare di notte è freddo, tira l'aria, è umido.
no, io ho caldo.
Route 66, cazzo, questo ne è un altro. è un altro pensiero senza senso che mi arriva così, bene, non so che farci, confutatis maledictis flammis acribus addictis, Requiem di Mozart opera k 626, ecco anche con questo non me ne faccio niente, perfetto, Cecchi Paone va all'isola dei famosi, oh, e questo da dove cazzo arriva?
dico le parolacce sì, ma le dico davvero bene.
come dico io "machecccazzzo dici" non lo sa fare nessuno, anzi sì, Agna, lo diciamo allo stesso modo, identico spiccicato, "machecccazzzo dici", intenso, penetrante che chi se lo sente dire si trasforma in un idiota, poi rinsavisce ed esclama "ridillo un po' ché mi piace troppo come lo dici!", MACHECCCAZZZO DICI, ecco, l'ho ridetto, "è bellissimo", eh, cavolo questo è un complimento, adesso che vuoi che mi rimetta a spiegare le mie fisime sui complimenti? quindi smettiamola e torniamo a parlare del leit motiv della serata che se non s'è capito è LA STIMA.
e no, non è robba di catasto e perizie.
Voglio essere stimata, AHHHHHHHHH, in quel modo lì, patetico, quello che stimola un misero buonsenso, che appiattisce tutto, e no, non è robba di catasto e perizie, è robba di ipocrisia e sete di potere.
ma se uno la sete ce l'ha di vino rosso, ecco perché non funzionano le cose. capito?
vino rosso e stima stanno agli antipodi.
non si accordano, si scordano.
datemi un diàpason.
la. dell'ottava centrale.
martedì, agosto 21, 2007
mercoledì, agosto 15, 2007
ci vediamo in quel locale, vieni da sola. no, ci sono degli amici con me. ah. o così o niente, mai più ti agevolerò, o così o niente. così, va bene così, ti devo parlare. se ho voglia. lascia che ti parli. argomento? quel che successe. è passato troppo tempo. ma io non ho scordato. neanche io, però ho imparato. come stai? me la cavo. dai, rispondimi. molto meglio. sono contento per te. lo spero bene. non trattarmi male. non vorrei trattarti proprio. devo farti una domanda. avanti. una domanda a bruciapelo. sono pronta. mi ami ancora? vuoi scherzare? mi ami ancora? no. dici davvero? la ritieni una cosa impossibile? in base a quel che ricordo, si. infatti, è un ricordo. nessuna mi ha mai amato come te. nessuna è più cretina di me. vuoi dire che hai cancellato tutto? tutto ciò che di male c'è stato. quindi il bello è rimasto. si, ma ha cambiato di posto. che vuoi dire? prima era nel cuore, ora solo nella testa. però c'è. come tante altre cose. e non si può far tornare dov'era? non finché ci sei tu di mezzo. ma io ne ho bisogno. ho già fatto i conti coi tuoi bisogni. sii cattiva, me lo merito. ti sto dicendo soltanto la verità. ti riconquisterò. non ce la farai. che dovrei fare? riniziare dalla stima. che hai perso per me? esatto. e poi? e poi accontentarti. sono un egoista. sei un egoista. e allora perché mi hai voluto? magari perché non lo sapevo? hai ragione. ecco, direi che è un buon inizio. sei troppo forte. e per questo ancora in piedi. voglio che mi perdoni. è stata la prima cosa che ho fatto. sul serio? certo. e come? ti ho compreso. faccio bene ad amarti ancora, sei eccezionale. no, niente di che. ma come ci sei riuscita?
mi sono messa nei panni di una testa di cazzo.
mi sono messa nei panni di una testa di cazzo.
mercoledì, agosto 08, 2007
Sposerò Cesare Cremonini.
Lo dico da un bel po' di tempo.
Si, si.
Sposerò lui.
Proprio quello che canta:
"le tue labbra stanno male, lo so,
non hanno labbra da mangiare
oh, ma la fame d'amore la si può curare, dannazione,
con le parole, si,
che fanno male,
fanno sanguinare
ma non morire.
Le tue parole sono mine
le sento esplodere in cortile
al posto delle margherite, ora,
ci sono cariche esplosive.
due lunghe romantiche vite,
due lunghe romantiche vite,
due lunghe romantiche vite
divise
dalle parole."
("Le tue parole fanno male", dall'album MAGGESE)
Ecco, Cesare.
Se passi di qua, fermati un momento.
E prendi in considerazione l'idea di sposarmi.
Fatto?
Brààà-vissimo.
E "sarà vita nuova anche per me".
("Maggese", dall'album MAGGESE)
Lo dico da un bel po' di tempo.
Si, si.
Sposerò lui.
Proprio quello che canta:
"le tue labbra stanno male, lo so,
non hanno labbra da mangiare
oh, ma la fame d'amore la si può curare, dannazione,
con le parole, si,
che fanno male,
fanno sanguinare
ma non morire.
Le tue parole sono mine
le sento esplodere in cortile
al posto delle margherite, ora,
ci sono cariche esplosive.
due lunghe romantiche vite,
due lunghe romantiche vite,
due lunghe romantiche vite
divise
dalle parole."
("Le tue parole fanno male", dall'album MAGGESE)
Ecco, Cesare.
Se passi di qua, fermati un momento.
E prendi in considerazione l'idea di sposarmi.
Fatto?
Brààà-vissimo.
E "sarà vita nuova anche per me".
("Maggese", dall'album MAGGESE)
lunedì, agosto 06, 2007
ODIO.
Odio la televisione accesa di prima mattina per ingannare il silenzio.
Odio le domande inutili e sciocche che vogliono soltanto conferme.
Odio i gesti ripetitivi fatti per ricatto.
Odio il silenzio assenso.
Odio il far finta di non vedere.
Odio la rassegnazione.
Odio gli occhi spenti.
Odio la mente che si nutre di stronzate.
Odio la tenerezza per forza.
Odio la compassione.
Odio la noncuranza.
Odio la trascuratezza.
Odio sentire il vuoto.
Odio il cuore che non batte.
Odio che ci si aspetti qualcosa da me.
Odio una pianta perché senz'acqua.
Odio il finto ordine.
Odio l'inettitudine.
Odio l'incomprensione.
Odio la scontatezza.
Odio il pensiero senza spessore.
Mi serve odiare.
Io voglio odiare.
Odio la televisione accesa di prima mattina per ingannare il silenzio.
Odio le domande inutili e sciocche che vogliono soltanto conferme.
Odio i gesti ripetitivi fatti per ricatto.
Odio il silenzio assenso.
Odio il far finta di non vedere.
Odio la rassegnazione.
Odio gli occhi spenti.
Odio la mente che si nutre di stronzate.
Odio la tenerezza per forza.
Odio la compassione.
Odio la noncuranza.
Odio la trascuratezza.
Odio sentire il vuoto.
Odio il cuore che non batte.
Odio che ci si aspetti qualcosa da me.
Odio una pianta perché senz'acqua.
Odio il finto ordine.
Odio l'inettitudine.
Odio l'incomprensione.
Odio la scontatezza.
Odio il pensiero senza spessore.
Mi serve odiare.
Io voglio odiare.
venerdì, agosto 03, 2007
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