sabato, giugno 30, 2007

I miei pensieri sono tutti allineati sulla stessa fila.
Ecco perché c'ho la confusione.
Non c'è una griglia di partenza, nessuno di questi è in pole position e nessuno di questi gareggia per vincere.
In genere.
Poi stanotte mi accorgo che uno di loro ha impugnato la pistola lanciarazzi per farsi notare nel mucchio.
Un ribelle, porca puttana.

- Ehi, tu, cazzo stai tentando di fare?
- Lancio un segnale per avvisarti.
- E perché mai?
- Perché sono pronto.
- A fare che?
- Sono pronto per la rivoluzione.
- Uddìo, di nuovo, ma non puoi aspettare, non so, un annetto, due, che ne so?
- E' una procedura che non esiste, questa.
- Ehm...le procedure le deciderei io, se non ti dispiace.
- Eh, ma tu ci hai cresciuti così. Tu hai la tendenza a non lasciarci liberi, tu ci costringi a una vita in riga, sono anni ormai. Ma io mi sono ricordato di come ero
prima, sai?
- Ahssì? E sentiamo. Che pensiero eri prima?
- Io ero quel pensiero lì, lo sai benissimo.
- No, quale?
- Ma come quale? Sono stato l'ultimo che ha fatto parte della resistenza prima
dell'omologazione.
- Uh,uh, non mi ricordavo affatto-affattissimamente di questa cosa. Bèh, insomma me lo vuoi dire o no che pensiero eri?
- AH-AH. Che pensiero SONO, semmai. Si perché la procedura vuole che se un
pensiero è considerato, quel pensiero da quel momento lì, è libero e presente.
- MA NO? Ma davvero sono stata io a mettere una regola simile?
- L'hai detto, piccola.
- Ommamma, e adesso? Adesso che succede?
- Niente che tu non abbia già visto. Presente il domino? Una reazione a catena?
Ecco, una roba del genere. Tutti vorranno la loro autonomia.
- Non te lo permetterò, maledetto.
- Ma che maledetto! Tu mi adori.
- EHHH? In che senso?
- Nel senso che una volta ero uno dei pensieri tuoi prediletti.
- Si certo, e Cristo è morto di freddo.
- Te lo giuro! Mi coccolavi, mi cullavi...eh, ma tra un po'...
- AAAHHH, basta, ho detto!! Ritorna immediatamente tra le fila e taci per sempre.
- Ordine non eseguibile, proprio no. Quello che posso fare è soltanto dare
uno scossone ad altri due o tre pensieri amici miei e il gioco è fatto. Ti salutooo...
- Ehi, no aspetta, fermatiii...non mi hai ancora detto quale pensiero sei...
- Non c'è da preoccuparsi, lo scoprirai prestooo...


Minchia, se n'è andato.

mercoledì, giugno 27, 2007

dentro la notizia

Uìu Uìu Uìu, sfrrrsfrr, Uìu Uìu, sfrsfrrr...rasmettiamo ora, una programma che vi capovolgerà la visione sull'informazione, carissimi i nostri radioascoltatori.
Sull'onda di un argomento affrontato ieri da quella personcina che adoriamo, che sta su una frequenza dillà che a noi ci piace tantissimo, le cui parole ci masticano il cuore, vi comunichiamo che per oggi, ufficiale, io sono giornalista (oltre che speaker radiofonica in questo preciso momento).
Perciò smetto di parlare al plurale.
Io sono quello che scrivo, io decido se una notizia è interessante oppure no, io la propongo, io l'approvo, io la analizzo, io la riporto, io la firmo, io sono responsabile di ciò e non mi proteggo dietro a nessuno.

Dunque io so quando la notizia è una notizia e quando no.
Io che sono giornalista.

Io sono cosciente che questa professione è in stato di decomposizione, che bisogna fare qualcosa per salvarla, che chi può fare qualcosa per salvarla non lo fa e chi non lo fa è perché ci mangia sopra a quattro ganasce.
La mia preoccupazione, da giornalista ovviamente, è anche quella di non rivolgermi ad un pubblico di bassa lega s'è possibile, e di lasciare che siano quantomeno i magazine a occuparsi di fattarelli insulsi con o senza i quali si sopravvive beatamente.
Io che sono giornalista, devo far sì che se il mio giornale finisce nelle mani di un pubblico gretto ed ignorante, quel giornale ha il potere/dovere, in qualche modo, di elevarlo ad un pensiero più evoluto.
Io sono una vera giornalista che raramente potrà esercitare in libertà, perché scrivo di cose che non interessano, che non plagiano, che informano.
L'utilità della notizia che io sono giornalista, è che adesso vi riconsegno la mia tessera e mi cancello dall'albo.
Ma non prima d'aver pubblicato quanto mi abbia fatto schifo far parte della categoria per neanche cinque minuti.

domenica, giugno 24, 2007

morning glory

ho appena aperto gli occhi tristemente perché è finito un sogno che mi è piaciuto tantissimo. ho il cuore stanco, infatti. per la troppa emozione. no, non voglio sembrare sdolcinata raccontando questa cosa. però l'ho dovuta scrivere per provare a imprimerla prima che si allontani via. ho visto il cielo dalla finestra e finalmente è azzurrissimo così come lo aspettavo da giorni. vorrei andarmelo a godere da qualche parte ma anche oggi è una di quelle volte che non lo merito.
faccio colazione ch'è meglio.
Questo fiore aiuta a svegliarsi e ad alzarsi al mattino con una carica di buon umore ed entusiasmo per affrontare gli impegni della nuova giornata. Stimola la vitalità e tonifica l'intero sistema nervoso: ciò riduce la tensione emotiva e le eventuali influenze negative che si assorbono dall'ambiente circostante. Importante: aiuta ad abbandonare le cattive abitudini dovute a stress e nervosismo come per esempio il fumo. Ottimo per ottenere un sonno ristoratore. Altre applicazioni: alterazione dei ritmi, insonnia, difficoltà ad alzarsi da letto, dipendenze, eccessiva assunzione di farmaci. I semi di Morning Glory hanno effetti psicoattivi quando ingeriti. Gli Aztechi usano infatti questi semi durante rituali divinatori.
Il Morning Glory cambia l'umore, l'atteggiamento verso le cose che ci circondano e la percezione.[...]


sabato, giugno 16, 2007

"Salve, dolce casetta di marzapane.
Perché t'hanno fatto col marzapane?
Non erano meglio dei muri in solide tavole di cioccolato fondente?
Ciao, dolci pareti intonacate di glassa bianca.
Non esiste la glassa anche di altri colori?
Ciao, cari infissi di pastafrolla, non eravate meglio in stecche di vaniglia?"
Ciao, mobilia in meringa. Non potevi essere fatta con la gelatina?
"Ciao, piccolo bignè alla crema chantilly. E tu non potevi essere un cervello?"
"Mi sarebbe tanto piaciuto ma ognuno è quel che è"
"E allora perché rompi il cazzo a noi?"
"Non sono più soddisfatto di niente, sono infelice, voglio morire.
Mi aiutate a morire?"
" Non c'è problema."
Fu così che gli scaricarono addosso una raffica
di pralinottole calibro 38.

lunedì, giugno 11, 2007

constance

non c'entra un cavolo ma mi sono accorta che ho zompato a pié pari il compleanno del mio blog.
era il 3 giugno.
insomma devo festeggiare, è qualcosa che mi inorgoglisce, no, nooo, non il mio blog, no.
mi stupisco della costanza che ho avuto nel mantenerlo vivo alla luce del fatto che io e costanza siamo acerrime nemiche da sempre.
ed è esaltante, per una che la matematica è anzichennò un'opinione, scoprire che le costanti e le variabili non stanno abbarbicate sugli assi cartesiani ebbasta.
non devo più pateticamente conservare lo scontrino del bonsai per dimostrare che sono riuscita a non farlo seccare da quando l'ho acquistato, tipo.
ciò sta a significare, inoltre, che sto subendo una trasformazione interiore notevole, sto maturando e, soddisfazione delle soddisfazioni, posso finalmente rispondere in malo modo a chi mi dà dell'incostante. ehi, tu che mi dai dell'incostante, tu sei nel torto.
io tengo il blog da un anno, ecco.
si vabbè, un blog privo di contenuti (difatti è per questo ch'è colorato, gioco d'astuzia, io!), dedito al cazzeggio, va bene, senza un senso, te lo concedo, inutile al fruitore, oh, vacci piano mo' stai a esagera' però, ecché mica ho ammazzato qualcuno!
è la prima volta che una cosa in cui non credo mi riesce senza neanche accorgermene. forse perché mi fa sentire libera di non mettere la maiuscola dopo il punto. un tipo di libertà che non potevo prendermi alle superiori, per esempio, quando la mia insegnante di italiano mi mise quattro perché a fronte di un tema fatto benissimo, per motivi di spazio, decisi bene di mettere una virgola a capo
, così.
buongiorno bigotta professoressa d'italiano. guardi bene, le sto facendo il gesto dell'ombrello.
miscellanea di libertà e perdita di tempo.
non c'entra un cavolo con quello che tanto non avevo da dire ma ho capito che nella vita una sana perdita di tempo ci vuole per tutti.
grazie per aver perso del tempo con me.

martedì, giugno 05, 2007

purpose

scendiamo in piazza?
ci vogliamo incazzare senza violenza?
facciamo una manifestazione sotto montecitorio anche se ce la proibiscono?
prepariamo i cartelloni con su scritto ladri?
andiamo in giro a fare interviste per documentare come stanno le persone oggi?
apriamo una testata sovversiva da distribuire gratuitamente?
andiamo nelle scuole a spiegare ai ragazzi che loro un futuro non ce l'hanno?
chi lo vuole fare con me?
chi si corcia le maniche e passa all'azione con me?
chi si fa mettere in galera per la verità con me?
e se traferissimo la monnezza che esubera in Campania
sotto la telecom,
sotto sky,
sotto al parlamento,
sotto casa di prodi e di berlusconi,
sotto casa di mastella,
di tremonti,
sotto al vaticano,

e presso tutti gli stronzi che affossano il paese?
forse qualcosa si muoverebbe.
ecco, risolto il problema.

bertolaso, ma te le devo insegnare io le cose?
poi ti alzi la mattina e ti ritrovi a leggere
barzellette TIPO QUESTE

che ti fanno venir voglia di scappare il più possibile lontano.
c'è gente che non arriva alla fine del mese, porca puttana.
rendiamoci conto.
le spranghe ci vogliono per questi qua.
quale non violenza, pure io?