Ecco perché c'ho la confusione.
Non c'è una griglia di partenza, nessuno di questi è in pole position e nessuno di questi gareggia per vincere.
In genere.
Poi stanotte mi accorgo che uno di loro ha impugnato la pistola lanciarazzi per farsi notare nel mucchio.
Un ribelle, porca puttana.
- Ehi, tu, cazzo stai tentando di fare?
- Lancio un segnale per avvisarti.
- E perché mai?
- Perché sono pronto.
- A fare che?
- Sono pronto per la rivoluzione.
- Uddìo, di nuovo, ma non puoi aspettare, non so, un annetto, due, che ne so?
- E' una procedura che non esiste, questa.
- Ehm...le procedure le deciderei io, se non ti dispiace.
- Eh, ma tu ci hai cresciuti così. Tu hai la tendenza a non lasciarci liberi, tu ci costringi a una vita in riga, sono anni ormai. Ma io mi sono ricordato di come ero
prima, sai?
- Ahssì? E sentiamo. Che pensiero eri prima?
- Io ero quel pensiero lì, lo sai benissimo.
- No, quale?
- Ma come quale? Sono stato l'ultimo che ha fatto parte della resistenza prima
dell'omologazione.
- Uh,uh, non mi ricordavo affatto-affattissimamente di questa cosa. Bèh, insomma me lo vuoi dire o no che pensiero eri?
- AH-AH. Che pensiero SONO, semmai. Si perché la procedura vuole che se un
pensiero è considerato, quel pensiero da quel momento lì, è libero e presente.
- MA NO? Ma davvero sono stata io a mettere una regola simile?
- L'hai detto, piccola.
- Ommamma, e adesso? Adesso che succede?
- Niente che tu non abbia già visto. Presente il domino? Una reazione a catena?
Ecco, una roba del genere. Tutti vorranno la loro autonomia.
- Non te lo permetterò, maledetto.
- Ma che maledetto! Tu mi adori.
- EHHH? In che senso?
- Nel senso che una volta ero uno dei pensieri tuoi prediletti.
- Si certo, e Cristo è morto di freddo.
- Te lo giuro! Mi coccolavi, mi cullavi...eh, ma tra un po'...
- AAAHHH, basta, ho detto!! Ritorna immediatamente tra le fila e taci per sempre.
- Ordine non eseguibile, proprio no. Quello che posso fare è soltanto dare
uno scossone ad altri due o tre pensieri amici miei e il gioco è fatto. Ti salutooo...
- Ehi, no aspetta, fermatiii...non mi hai ancora detto quale pensiero sei...
- Non c'è da preoccuparsi, lo scoprirai prestooo...
- Lancio un segnale per avvisarti.
- E perché mai?
- Perché sono pronto.
- A fare che?
- Sono pronto per la rivoluzione.
- Uddìo, di nuovo, ma non puoi aspettare, non so, un annetto, due, che ne so?
- E' una procedura che non esiste, questa.
- Ehm...le procedure le deciderei io, se non ti dispiace.
- Eh, ma tu ci hai cresciuti così. Tu hai la tendenza a non lasciarci liberi, tu ci costringi a una vita in riga, sono anni ormai. Ma io mi sono ricordato di come ero
prima, sai?
- Ahssì? E sentiamo. Che pensiero eri prima?
- Io ero quel pensiero lì, lo sai benissimo.
- No, quale?
- Ma come quale? Sono stato l'ultimo che ha fatto parte della resistenza prima
dell'omologazione.
- Uh,uh, non mi ricordavo affatto-affattissimamente di questa cosa. Bèh, insomma me lo vuoi dire o no che pensiero eri?
- AH-AH. Che pensiero SONO, semmai. Si perché la procedura vuole che se un
pensiero è considerato, quel pensiero da quel momento lì, è libero e presente.
- MA NO? Ma davvero sono stata io a mettere una regola simile?
- L'hai detto, piccola.
- Ommamma, e adesso? Adesso che succede?
- Niente che tu non abbia già visto. Presente il domino? Una reazione a catena?
Ecco, una roba del genere. Tutti vorranno la loro autonomia.
- Non te lo permetterò, maledetto.
- Ma che maledetto! Tu mi adori.
- EHHH? In che senso?
- Nel senso che una volta ero uno dei pensieri tuoi prediletti.
- Si certo, e Cristo è morto di freddo.
- Te lo giuro! Mi coccolavi, mi cullavi...eh, ma tra un po'...
- AAAHHH, basta, ho detto!! Ritorna immediatamente tra le fila e taci per sempre.
- Ordine non eseguibile, proprio no. Quello che posso fare è soltanto dare
uno scossone ad altri due o tre pensieri amici miei e il gioco è fatto. Ti salutooo...
- Ehi, no aspetta, fermatiii...non mi hai ancora detto quale pensiero sei...
- Non c'è da preoccuparsi, lo scoprirai prestooo...

