domenica, novembre 15, 2009

e pensare che l'avevo scritto tre giorni fa.

L'altro giorno sono entrata in una di quelle bigiotterie per 12enni tappezzate di bijoux dal soffitto al suolo senza sapere se avrei comprato qualcosa. Mi è saltato all'occhio un anello molto freak con impressa la scritta peace e col simbolo, quello di peace, smaltato nero, neanche molto bello, sinceramente. Però l'ho preso, 7 euro. Quello che può valere oggi la pace per me. "Pace amore e gioia infinita", direbbero i Negrita. Pace, amore, gioia, stessa cosa, insomma. Ché se ti applichi te le meriti, se cedi, finito, sei atterrato. Al massimo 7 euro, col beneficio della scommessa per vedere se il valore aumenta. Io ho sempre odiato scommettere. E' una parola che mi fa ribrezzo. Eppure eccomi qua, in attesa dell'estrazione. Magari vinco qualche parola da incorniciare, magari una bella lettera dal capo, magari qualche abbraccio sentito delle colleghe. Magari vinco pensieri che mi riguardano, magari ritrovo la cazzo di donna che sono. Magari vinco che mi si prenda il viso e mi si dica "ti vedo". Magari vinco. O si vince alla grande o non è una vittoria, è una consolazione. E se perdo è proprio tutto che preferisco perdere. Senza rimpianti. Figuriamoci. Capita ogni volta che ho saturno opposto a venere. Ma poi almeno è la pace.

sabato, novembre 14, 2009

magari vi stavate chiedendo come sto. :)


mercoledì, settembre 30, 2009

dato che la trasmissione ha preso una piega più umana che politica.
quello che più mi ha colpito è stato vedere una donna piena di un sacco di problemi, così tanti che l'ultima cosa che realizzi è che faccia la puttana. non è una vera puttana. è molto di più una donna piena di problemi. la vera puttana era l'altra. quella che a letto con Berlusconi non ci è andata. il che è tutto dire.
oh, poi magari mi sbaglio.

(continua)
(credo)

lunedì, settembre 14, 2009

a chi non ha il senso della famiglia e non conosce il valore del sorriso di una madre mentre fa dieci lavatrici per i suoi figli nell'unico giorno di riposo, io dico che può beatamente anche spararsi. non fa il minimo danno. a chi pensa che impostare un'esistenza sul vivere da soli ti renda più maturo e autonomo fa scattare il semaforo verde a tutta una serie di grandissime sfighe. a chi ritiene che smazzarsi i problemi dei propri parenti sia un'incredibile rottura di coglioni, io dico "troppo poco". che i suoi coglioni rotti si polverizzino pure. a chi non vede la gioia negli occhi di un padre quando per la quinta volta in un giorno gli si chiede di fare il caffè, è bene che si coibenti il cervello per non contaminare altri esseri umani della sua materia grigia.
non so se rendo l'idea di quanto sia stata bene.
e di quanto sia felice to be able to vedere tutte queste cose, invece.
io sono troppo fortunata.
e intelligente e bella.

martedì, luglio 21, 2009

l'altra sera s'è capito fino a che punto l'elemento sesso debba per forza entrare in un programma televisivo pure se l'elemento sesso non c'entra nulla con lo scopo del suddetto programma che è un invito al viaggio e alla conoscenza di posti e tradizioni di ogni dove. perciò è palese che il sesso, se trattato, lo si nominerebbe solo in termini prettamente antropologici. l'altra sera "alle falde del kilimangiaro" ha toccato livelli impensabili di "forzatura" in direzione sessuale. ma proprio tipo che è come se abbiano alzato il telefono e detto "scopriamo cosce e culi o si va a casa". questo paese vive di sesso squallido fino al midollo, s'è impregnato di zoccole fiere di esserlo e che tengono per le palle, figurativamente e non, pure un presidente del consiglio. il discorso è che non è che lui sia poco furbo o lei troppo mignotta. il discorso è che s'è smesso di capire cosa sia il sesso. per questo motivo oggi senza nessun problema, io, per guadagnarmi da vivere, e avendo ricevuto un discreto corpo dalla natura, potrei benissimo comprarmi una webcam da sette euro e spogliarmi a pagamento diventando non dico ricca ma camparci molto bene senza andare a spaccarmi la schiena otto ore al giorno in un posto di merda. dico che potrei cogliere l'opportunità di sfruttare ciò che col tempo è diventata una "cosa normale" perché "al pubblico piace". una cosa che, davvero, mi fa venir voglia di metterla in pratica, non tanto per fini di lucro ma per semplicissima ricerca sociologica, taccuino alla mano per la rilevazione dati. venderei i risultati a qualche quotidiano "intelligente" e volentieri mi metterei a guardare quanto tempo ci metto a finire su novella2000 passando per il classico "ci è o ci fa". un attimo, ci metto. perché a questa gente piace la trasgressione, piacciono le corna, piace la promiscuità. questo gigante "reality" in cui le telefonate registrate sostituiscono il video, in cui gente crede ancora ad uno che finge di essere a braccetto col pensiero cattolico del papa per poi sbattersene di ciò che ha detto al suo popolo e circondarsi di bastimenti di zoccole a pagamento promettendo loro favori. allora io mi chiedo come mai ancora ci sia gente che lo difende o che non tenga conto che i pruriti di un vecchio di 70 anni non sono uguali a quelli di un vecchio presidente del consiglio di 70 anni. e mi chiedo. dove siamo noi, invece di andare sotto palazzo Grazioli a urlargli di scendere e di dimettersi? e dove siamo noi? ah, certo. davanti alla tv. proprio come lui vuole. ad attendere un'altra puntata. ad alimentare lo share. ché in fondo piace un po' a tutti questa fiction fatta di potenti e bellone.

-mamma, cosa sono le falde del kilimangiaro?
-ma niente. sono le pieghe di un cazzo alto 5895 metri.